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SUGARFREE- FINALE

La radio brandizzata del supermercato sta trasmettendo il jingle della convenienza. Tempo di metabolizzare e comprendere il senso delle parole di Greg, che l'attenzione di Samantha, inevitabilmente, si sposta verso lo sguardo di un ragazzo.
Viso paffuto, camice rosa con logo marrone sul taschino. Sul cartellino c'è scritto il nome: Raphael. La pelle è scura, i capelli rasati da qualche ora. É vicino ad uno stand di latte al cioccolato. Stringe al petto una bottiglia di vetro rosa. Gli occhi sono sbarrati. Le labbra tremano.
Scene più uniche che rare si stanno verificando. I clienti del supermercato camminano come zombie affamati e arrabbiati mentre lanciano le confezioni ormai vuote di tortino della felicità verso Raphael. Le casse stereo amplificano la voce di uno speaker che elenca velocemente le offerte del giorno. C'è una vecchina con un tailleur rosa in tessuto buclè. Ha i capelli ricci e bianchi e passo dopo passo si avvicina sempre più. Nelle mani ha l'ultimo pezzo di tortino.
Un ragazzo alto e robusto con i capelli rosso tiziano, quasi post adolescente, muove i fianchi nei blue jeans e in una t-shirt rossa e bianca mentre,  come un giocoliere, gioca a far roteare i tortini. Due hostess in divisa arancione appallottolano con forza le confezioni del dolce in questione e si preparano per lanciarle come se fosse una partita di baseball.
Pian piano il numero di zombie zuccherosi aumenta sempre di più e, lentamente, circondano Samantha e Raphael ormai paralizzato dal terrore. Dietro lo stand rosa c'è una scopa. Con eleganza, la giovane riesce ad allungare una mano e prenderla. Inizia a parare i colpi uno ad uno. Chiunque la immaginerebbe correre attorno al perimetro del supermercato per segnare la terza base come avviene nelle partite di baseball.
Mentre alla radio viene lanciato il pezzo musicale “Lollipop delle Chordettes” la situazione si acuisce. Gli zombie della felicità iniziano ad agitarsi e a lanciare anche pacchi di zucchero. Altri iniziano a vomitare gli stessi tortini pur di lanciarli verso Samantha e il malcapitato promoter, che, probabilmente, voleva solo mettere soldi da parte per pagarsi una vacanza vendendo latte al cioccolato.
In quel supermercato è presente ogni tipologia di attore sociale. Neo-mogli innamorate in cerca degli ingredienti necessari per cucinare gustosi manicaretti ai propri maritini incravattati, madri in cerca del miglior rapporto prezzo-convenienza per far quadrare i conti della spesa quotidiana, giovani e vecchi single in cerca di monoporzioni. Nell'immaginario collettivo, sono queste le scene che si visualizzano se si prova a pensare agli ospiti di un non-lieu chiamato supermercato.
In questa situazione, in questo preciso istante, altre sono le foto che la mente può fare. C'è persino una colf con divisa azzurra e camice bianco che, a loop,  estrae dal carrello le confezioni di tortino e le lancia verso chi non lo ha ancora gustato; anche le cassiere e gli agenti della sicurezza sono stati coinvolti e sarebbe una gran cosa se Samantha riuscisse a fuggire via e a portare via con se un tortino.

La fuori sede italiana si guarda intorno. Le telecamere di videosorveglianza ci sono, ma approfittando dello stato di ipnosi degli agenti di sicurezza pianifica la fuga. Prova ad attraversare l'uscita di sicurezza. Un laser punta su di lei. Suona l'allarme. Si guarda intorno. Quattro agenti con la bocca sporca di briciole e i bottoni della camicia che stanno per scoppiare, corrono verso la coraggiosa ragazza.
Gli uomini si avvicinano sempre più gridando al ladro. La giovane continua a scappare con il tortino. Occorre analizzarlo in laboratorio e individuare le proprietà nascoste per scoprire il mistero che si cela dietro l'ipnosi di chi lo ha gustato. Inizia una lunga corsa. La borsa si impiglia in un bidone della spazzatura, si volta indietro e scopre di essere inseguita da una mole infinita di persone, tutte con la bocca sporca di briciole. Tutte con la confezione di tortini tra le mani. Qualcuno ne ha persino fatto una coroncina.
Con la forza delle sue esili braccia, Samantha tira borsa e riesce a liberarsi. Continua a correre più che può. L'affanno inizia a farsi sentire. Le gambe stanno per cedere. Persino i suoi piccoli seni ballano Scivola. Alza la testa e si trova di fronte un parchetto accanto al quale c'è un maestoso edificio bianco. Qualcosa vibra. È lo smartphone. C'è una nuova notifica di messaggio: «torna da me. Sono qui, nella mia vecchia casa. I nuovi inquilini non ci sono e così ho azionato la poltrona per riaprire il laboratorio. Ti aspetto»
Arrivare a casa da quella zona non è molto facile. Come avviene nella mente dei più grandi scrittori, nell'angolo c'è un punto dove poter affittare una bici. Qualche moneta in tasca c'è. La inserisce, seleziona il tempo di fitto e preme il tasto CONFERMA. Sale sulla bici e posiziona i piedi vestiti con sandali di corda sui pedali. Percorre il viale,si ferma a un semaforo, svolta l'angolo proprio mentre passa un tram rischiando di essere investita. Corre più veloce che può. Attraversa stradine e stradone, e, come nella maggior parte delle sceneggiature, non manca il gattino dolce che si posiziona davanti alla bici e nemmeno la bimba che la indica a dito perché sta correndo veloce.
Il vento è la cosa più bella che la avvolge in quel momento. Soffia leggiadro tra i suoi capelli ramati mentre corre e fa svolazzare il suo vestitino. Frena di scatto perché non riesce a ricordare il percorso da fare. Prova a chiedere le indicazioni a una coppia di ragazzi che passeggia mano nella mano. Nel momento in cui li guarda, scorge sulle loro labbra dei residui di briciole. Hanno le pupille dilatate. Guarda le loro mani: hanno in mano la confezione vuota di tortino. L'hanno mangiato anche loro. Samantha scappa subito via e si accorge di essere seguita da entrambi i ragazzi che si stanno progressivamente trasformando in zombie della felicità. Per salvarsi, svolta in un piccolo vicoletto. Pedalando ad alta velocità non si accorge di essere a pochi minuti da casa. Continua a pedalare fin quando, alla fine della strada, trova un gruppo di zombie. Slitta con la bicicletta, torna indietro e si rende conto di trovarsi di fronte al portoncino di casa. Posa la bici con fare veloce, prende le chiavi ed entra. Sale le scale e arriva al pianerottolo che non dimenticherà mai più per tutta la sua vita. Esattamente come si aspettava, la porta è aperta. Entra, trova il bel gattone simpatico. Alza gli occhi. Il tramonto ha dato all'abitazione un'aria molto soft e rilassante. Sembra quasi non ci sia bisogno di aver paura di qualcosa. Sente dei rumori. Il gatto si strofina sulla sua gamba e salta sulla poltrona. La stanza si trasforma e compare Greg con una tuta blu e una maschera a ossigeno accanto ad un bollitore di zucchero. In un pentolino sta cuocendo qualcosa di giallo. Sta segnando delle formule su dei post- it.
Samantha inizia ad ipotizzare che, forse, Greg non ha fatto altro che riprodurre lo zucchero esistente cambiandone la formula. Arrivano degli strani rumori. Si ammutolisce per scovarne la provenienza. Prende coscienza che in casa ci sono i nuovi vicini. Ascoltano musica, mentre fissano dei chiodi sulle pareti. Canticchiano in modo stonato qualche strofa delle canzoni che ascoltano. Greg non è mai andato via. É sempre stato nascosto nel passaggio segreto della casa. Finalmente pronuncia qualche parola:
«Complimenti per il coraggio e per la fantasia. Usare una scopa come mazza da baseball non è da tutti! Complimenti soprattutto per aver creduto che io avessi modificato per chissà quale motivo la formula dello zucchero. Io non sono un chimico, sono ben altro. Potrei dire che sono la tua coscienza, ma sarebbe scontato raccontarlo in questa storia dove tu ne sei protagonista. Io sono l'invenzione dei tuoi pensieri, della tua memoria e di tutto quello che ogni giorno apprendi e leggi. Riconosco che sei stata davvero molto brava. Hai costruito la mia figura come quella di un vecchietto folle e arzillo e mi hai dato le fattezze e l'agire di un antropologo in cerca di risposte sui mali della società. Non oso immaginare se avessi deciso di servirti di me per fare uno scherzo alla città intera. Eppure, tu hai realmente vissuto tutto questo. Hai contribuito a diffondere come un virus la moda dei tortini della felicità. Grazie al controllo sociale delle telecamere di sicurezza, ogni singolo istante è stato ripreso»
Scioccata, Samantha chiede spiegazioni:
«Non capisco. Cosa significa tutto questo?».
Il vecchietto, toccandosi la testa e sorridendo, risponde:
«Hai dato sfogo ai tuoi veri pensieri, hai dimostrato a gran parte della società che non è tutto oro quello che luccica. Non è il packaging ben fatto di un prodotto dolciario che sancisce l'esistenza degli individui. Eppure molti si lasciano ingannare dal potere della marca e dai valori che essa trasmette. Guardati intorno. La tecnologia evolve sempre di più e, in maniera direttamente proporzionale, le menti umane stanno tornando indietro senza progredire. Abitudini, usi e costumi sono stati facilitati dalle nuove tecnologie, ma la mente no. La nuova Bibbia si chiama marketing, si chiama emozione e il tortino della felicità ne è la prova. Ogni persona ha creduto così tanto nelle istruzioni sul come mangiare il tortino della felicità, che si è illusa di poter davvero andare in estasi. Il vaso di pandora si è aperto al contrario e tutti i vantaggi della comunicazione sono andati persi. Adesso, apri il tortino e leggi le istruzioni».

Samantha apre la confezione di un tortino ed estrae una sorta di bugiardino che ricorda il foglio giallo a quadretti di un block notes ad anelli strappato velocemente e inizia a leggere indicazioni e controindicazioni. Sulle note di “Cicciotella” di Loretta Goggi, la fuori sede italiana legge ad alta voce davanti allo specchio:
 «Prima di scartare il tortino della felicità, prendi il tuo smartphone, scatta un selfie e realizza un  breve video messaggio. In tre minuti racconta ciò che ti rende felice. Poi scarta il tortino, mordilo, gustalo, chiudi gli occhi e continua a concentrarti sul tuo pensiero felice. Condividilo ...».


                                                                 Fin




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