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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Debordia. La città degli asocial(i). PARTE I

Ero assorta nei pensieri che l'orizzonte di fronte a me mi dettava. Mentre il cielo stava per annunciare le sue lacrime, i passi dei soldati dell'esercito di Debordia attirarono la mia attenzione.  Chiusi le tende e abbassai le la tapparelle in fretta efuria. Aprii il cassetto della mia scrivania per accedere alla stanza sotterranea dove ero solita nascondermi quando i soldati venivano a cercare me e tutti gli asociali. Così la società di Debordia aveva definito la razza alla quale appartenevo.  Io e i miei simili per sfuggire alle torture dei soldati ci nascondevamo; avevamo perso anche il lavoro perché non condividevamo nulla se non gli incroci di sguardi. 

Quel giorno venni a sapere che il Consiglio generale
dell'esercito aveva cambiato linea direttiva. Tutti gli asociali non avrebbero più
ricevuto torture rinchiusi in una prigione e né sarebbero stati costretti a fabbricare
dispositivi digitali e strumenti finalizzati alla connessione nel cyberspazio.
Qualcosa di più …

L'ispirazione vien viaggiando e... mangiando...

Che fine ha fatto la Fata uncina?

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